martedì 20 gennaio 2015

Bentornata

Un motivo per tornare.

Alla fine mi assento sempre per troppa vita, che è un controsenso grandissimo per un personal blog (?), o forse no. Comunque a ’sto giro più che di troppa vita si può decisamente parlare di troppo lavoro. Non ho visto un giorno libero in due mesi, mi sono divisa prima fra tre e poi fra due lavori, relegando quello vero (ma si può ancora chiamare così?) nelle rare domeniche, nelle ore di buco, nei viaggi da e verso. Perché uno si lamenta che fa tutto meno che quello ma poi quando arriva, parliamone: mi pagano per scrivere? A me? Ma io non so, non credo, non non non. Ciao core. Ma con questo faremo i conti da domani in poi (procrastination is my religion, you know).

Nel frattempo si accumulavano gli argomenti, gli spunti, gli incipit (questa l’avete già sentita ma ehi, siamo un intero club, là fuori!) e niente, io invece che esplodere a un certo punto implodo e finisce che non faccio più una mazza, mi chiudo a riccio, ritorno in quella posizione fetale cara a molti e ci rivediamo, forse, fra un mese. (Tutto questo solo a livello mentale, badate bene, perché nella vita reale, quella fuori dall’internet, saltello da una parte all’altra senza posa e mi convinco che #celapossofare e fisso delle mini-vacanze appena finito lo strazio così poi me ne dimentico)

Comunque. Un motivo per tornare, dicevamo. Non facile.

All’inizio volevo spiattellarvi un paio di pensierini partoriti durante uno dei suddetti lavori, ché nella fatica e nel delirio almeno ho avuto tempo di fare una delle cose che mi piace di più: osservare la gente. Proprio la gggente, non le persone. E incazzarmi, stupirmi (nel bene e nel male riesco ancora a farlo, grazie a Zeus), divertirmi e/o annoiarmi a morte. Invece niente, il tempo passava, le parole scivolavano via e bòn, in un attimo era tutto finito: lo spettacolo, la gente, lo spettacolo della gente.

Poi ci sono state le vacanze quando tutti erano tornati dalle vacanze e capite bene che è bastato questo concetto a tenermi troppo impegnata per poter pensare ad altro. (Sì, sono una cogliona and very proud of it)

Così è arrivata la giorgeliot a tentarmi con la sua catena dei libri brutti e fra Il Piccolo Principe, Cohelo, Baricco, la Mazzantini e Melissa P (e non tanto e non solo per i colpi di spazzola lì, ma Tre, Tre l’avete letto?) ne avrei avuto di materiale. {Ma qui ci vuole una parentesi gigante, una parentesi graffa per rimandarvi alle mega-recensioni dell’ahimè estinto sito de lemalvestite, in cui potete trovare una lista dei libri di merda definitivi, oltre a numerose altre perle. BettyMoore, dove sei? Ti ho amata, perché ci hai abbandonati?}

Eppure nulla. Per fare una roba bellina avrei dovuto spingermi un po’ oltre, farmi venire in mente nomi meno scontati e andare a cercare qualcosa di più sfizioso nel variegato mondo delle cagate nostrane e internazionali. Ah ah ah.

Insomma, lo sapete come vanno queste cose: uno più rimanda e più rimanderebbe e io sono un’aficionada dei circoli viziosi, sono proprio il mio pane quotidiano.

Poi però è successa una cosa, anzi due, che mi hanno fatto cambiare idea. Alla dolce Mareva è capitato un fattaccio brutto davvero e lei è prima scomparsa per un po’, per poi tornare con uno dei suoi post che sono sempre coraggiosi, sinceri in un modo così aperto e senza sottesi che io mi chiedo come faccia e ho al contempo la granitica certezza che non potrei mai, ben scritti, intelligenti e grondanti di Vita (lo so, lo so, non s’affronta scritto così ma è la maniera più rapida per farvi intendere quello che avete capito) che oh, mi ha fatto venire voglia di rimettermi a scribacchiare qui, fosse solo per avere il privilegio dei suoi commenti.

Non sono proprio capace di incoraggiarti, ma questo è il mio modo di dirti bentornata.

E grazie.

 

 

 

 

Gift, Elisa (Asile’s World, 2010)

 

 

 

 

2 commenti:

  1. Ciao Stronzilla, mi hai commossa. Ma sul serio. E mi hai fatta molto sorridere.
    Io ero lì, che leggiucchiavo e pensavo a quanto sei fica e pazzesca e tacca, vedo il mio nome. Grazie di cuore <3 Qui si cerca di non mollarla la normalità perché fermarsi non va bene. <3

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  2. Ma grazie a te! No, tienitela stretta la normalità e milioni di cuori/cazzetti <3 come si addice a una Stronzilla come me.

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