martedì 30 settembre 2014

I am an outsider, outside of everything (Seconda parte)

Disclaimer: questo post può contenere spoiler per tutti coloro che, come la sottoscritta, abitano nel mondo dei Puffi (ma quelli de La Canzone dei Puffi e John e Solfamì eh, mica de I Puffi sanno e quei troiai lì) e non hanno ancora letto e visto la saga completa di Harry Potter e Il Signore degli Anelli. Sì, esistono e vivono in mezzo a voi, sappiatelo.

Cominciamo col dire che siamo qui per Harry Potter perché la pallosissima saga de Il Signore degli Anelli ce la siamo già lasciata alle spalle e se mai ci torneremo sarà per parlare del libro (si spera in tutt’altri termini). La cosa in sé basterebbe a farmi redigere una recensione (AH AH AH) positiva, davvero il mero accostamento sarebbe sufficiente. MA vogliamo fornirle due argomentazioni (oggi parole in libertà) in croce e spiegare perché ho amato tutta la serie? Daje.

Alla scuola materna ho spaventato fino alle lacrime un gruppo di circa dieci bimbetti di 4 e 5 anni (ne ero il capo e loro erano tutti maschi, poi dicono che il girl power non esiste, tzè) raccontando loro che il pezzo di Lego Duplo che tenevo fra le mani era in realtà una potentissima bacchetta magica con cui avrei potuto immobilizzarli prima e disintegrarli poi.

La memoria potrebbe trarmi in inganno ma ahimè credo proprio di aver usato questo termine. Temo anche di non essermi limitata a parlare di autorevoli maghi/maestri (e chi poteva essere l’allieva prediletta dei suddetti maghi, La Prescelta, indovinate un po’?) e infallibili incantesimi, tirando in ballo pure un universo parallelo popolato da creature mostruose e alieni battaglieri, ovviamente parenti miei. Ma come vi dicevo, potrei anche sbagliarmi.

Comunque. Me lo ricordo bene perché – quando sono arrivate le maestre e hanno messo fine a quel siparietto che doveva evidentemente essere stato molto convincente – l’ultimo a calmarsi è stato il mio migliore amico Giacomo Fortunati. Giacomo Fortunati singhiozzava inconsolabile, farfugliando che lui lo sapeva, che mi aveva visto fare delle cose magiche ma che ora aveva paura che qualche malvagio mago alieno (sic) mi avesse convinta a usare i miei poteri per fare del male, persino a lui. Ci ho messo un po’ a convincerlo che a lui non avrei fatto alcun male.

Alle elementari sono stata un misto tra Yū/Creamy, Pollon e Lamù (potete immaginare quanto ne capissi di tette e reggiseni tigrati, la mia era giustamente una versione da suora laica) e alle medie sono arrivati i giochi di ruolo (dove vestivo i panni di – ma dai? – un’abilissima quanto ambigua maga) e le sedute spiritiche.

Poi è subentrata la realtà. In un modo così spietato che be’, non ci sono stregonerie che tengano a volte, no?

Ma la mia fascinazione per incanti, sortilegi, pozioni e incantesimi ha solo vestito panni più adulti e – nonostante tutto – una massiccia dose di sogni "particolari", piccole grandi premonizioni e uno spiccato, talvolta inquietante, sesto senso mi sono valse l’appellattivo di "stregaccia" da parte delle amiche più strettte (non siamo i tipi da chiamarsi tesorino e pucci pucci, anyway).

 

 
Insomma, lo sapevo, mi sono persa, ma cosa devo dirvi?
C’è tanta magia di quella fatta bene, i personaggi sono ben disegnati (e, Zeus grazie, qui vengono sviluppati, crescono e CAMBIANO nel corso della vicenda), la trama è avvincente e regge fino alla fine (e 7 film – che poi sono 8 – son tanti, eh), gli attori di tutto rispetto e ambientazioni ed effetti speciali non deludono. Cosa volete di più? Leggervi i libri, ecco cosa volete! (Su, tanto lo so che non sono l’unica sulla faccia della Terra che non l’ha ancora fatto)
 
E fate bene, perché se l’ho desiderato a mo’ di riscatto dopo la visione de Il Signore degli Anelli, nel caso di Harry e compagni mi è proprio scesa la lacrimuccia al pensiero di essermi in larga parte giocata il piacere di una lettura di cui – sono ormai sicurissima – avrei goduto assai. #meaculpameamaximaculpa
 
A parte il finale oribbile (ho letto "19 anni dopo" con la morte nel cuore, già sapevo) e l’inutilità di Ron e delle sue smorfie (una sorta di Frodo 2 ma più molesto), ci sono delle chicche irrinunciabili sparse un po’ dappertutto e idoli come Snape (il miglior personaggio della storia, IMHO), Neville e Luna (oh, Luna, tu e le tue stramberie meritereste un post a parte) che non potrete non adorare.
 
 
Ecco, dunque, come procederò nel primo momento di tregua: mi recherò in una libreria qualsiasi per riformirmi dei 7 tomi (la crisi si fa sentire, un Evanesco mi verrà di certo utile), tornerò a casa e mi assicurerò che non ci sia nessuno (Homenum Revelio!) e, in caso di presenze sgradite, mi ricorderò che un Languelingua o un Silenciu non si negano a nessuno e che basta un incantesimo sigillante (Colluportus!) per lasciare il mondo fuori dai coglioni. Dopodiché, sull’eco di un semplice Wingardium Leviosa, verranno a me latte di avena e cereali (a ognuno le sue droghe) e un comodo cuscino su cui poggiare la testa. Adiós.
 
So che sarà bellissimo. Male che vada, qualcuno che mi faccia un Oblivion lo troverò, che dite?
 
 
 
 

Ascoltando Outsider, Ramones (Subterranean Jungle, 1983)

 

 

 

 

2 commenti:

  1. Ecco qui presente una che mai ha anche solo preso in mano uno dei libri della saga.
    Ho visto il primo film taaaaaanti anni fa e all'epoca mi aveva lasciata indifferente. Il tuo post, invece, mi ha smossa... che sia la volta buona per riprovarci?

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    1. Ecco, conta che per me era stato esattamente lo stesso. Che ti devo dire? Sarà che me li sono guardati nel momento giusto con la persona giusta (reduce dalla maratona cartacea), tutti insieme e senza dover necessariamente aspettare secoli fra un’uscita e l’altra... comunque a me sono piaciuti e se così è stato non posso che essere fiduciosa nei confronti dei libri. Ci terremo aggiornate, ok? (:-)

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