domenica 9 marzo 2014

Liste primaverili

Incredibile ma vero: anche Questa Città si avvia a piccoli passi verso la Primavera. Dopo mesi di freddo in tutte le sue gradazioni (porco, bastardo, pipone e via dicendo) e pioggia (di cui Dio, la Madonna e il Governo rigorosamente ladro sono stati equamente incolpati), abbiamo visto il sole fare capolino, dapprima timido, poi convinto e convincente e oggi... l’esplosione: roba da occhiali da sole, da “fa caldo, mi tolgo la giacca”, di più, da osare la manica corta!

Non prendetemi per squilibrata, se mi lascio andare a cotanto entusiasmo è perché ho i miei (buoni) motivi. Questa Città soffre oggettivamente di un clima di merda (mi si perdoni il francesismo) e, conoscendola, in un paio di giorni ce lo ricorderà virando al solito grigio topo e annaffiandoci con la sua amabile pioggerella (vezzeggiativo non giustificato, ma chiamiamola così), noi torneremo alle nostre bestemmie e via.

Sicché fatemi gioire ora, indossare vestiti rosso fuoco zeppi di uccellini variopinti che escono dalle gabbie e scrivere di cose belle e colorate mentre mi arrostisco le guance sorseggiando un succo al kiwi. A proposito, sono diventata la regina degli smoothies (ormai vanno chiamati così, no?): mi affido ancora al mio minipimer a manovella ma sono talmente pro che quasi non desidero più il famoso Blendtec della lista precedente. Ve la ricordate? Era questa qui e se c’è un ricco e ben disposto lettore che ci tiene a farmi felice, sappia che non mi sono ancora regalata una ceppola di tutta quella bella robina, per cui che si accomodi.

Io, comunque, me ne frego dei desideri non realizzati, ne ho sempre di nuovi e potrei compilare elenchi infiniti. Quello di oggi ruota tutto attorno a una delle cose che amo di più: i libri. E chi non li ama, d’altronde? Dove pescate, pescate: il web pullula di dichiarazioni d’amore per i libri e la lettura, gli amanti della carta (e del suo profumo, non dimentichiamocene, perché c’è ancora chi dice che ama l’odore della carta) sono ovunque e, a quanto pare, la gente ultimamente si gasa a darsi un tono da bookeater dall’appettito insaziabile.

Che l’ottanta per cento di queste persone, poi, tradisca una sostanziale ignoranza in materia e sappia a malapena esprimersi in italiano (cosa che, capirete bene, cozza un po’ con il concetto di “ho letto tanto in vita mia”) è un dettaglio su cui non ci andremo qui a dilungare. Tu chiamala, se vuoi, cooltura (così, alla polacca): fa fico, dice, lasciamoglielo credere, no?

Io invece adoro i libri solo ed esclusivamente come oggetto in sé, me ne sbatto del loro contenuto, degli autori e di tutto il resto. E ve lo dimostrerò con questa breve listina di cosucce che bramo assai.

 

1] I Classici della Penguin con le copertine di Coralie Bickford-Smith

Che dire? Le immagini parlano da sole e ve li avrei piazzati tutti qui se non fosse che sono tanti (se volete, potete rifarvi gli occhi sul sito della casa editrice). Con le loro copertine rigide rilegate in tela, le grafiche essenziali, equilibrate ed evocative, l’accostamento perfetto dei colori... ma che ve lo dico a fare? D’altra parte Coralie è una geniaccia dell’illustrazione, quello che le esce dalle mani (e prima ancora dalla testolina) è meraviglia, per cui c’è poco da stupirsi.

Li voglio TUTTI! Tutti. E non pensate neppure per un istante che Melville, Austen, Wilde, Dickens, Swift e compagni abbiano un peso in tutto ciò: a me interessano le balene, i fenicotteri rosa, le piume di pavone e i lampadari eleganti. Ci devo arredare la libreria, mica li devo leggere! Tzè.

 

2] La stampa della copertina di A Room of One’s Own creata da Alanna Cavanagh

Ancora un’edizione Penguin, stavolta la copertina è quella iconica, arancio vivo, della collana di narrativa. Tocco in più, la macchia del tazzone di caffè. Un’altra di quelle scarse, la canadese Alanna. Amore a prima vista.

E, anche in questo caso, Virginia Woolf, la prospettiva femminile, la decostruzione del linguaggio patriarcale in ambito letterario e sociale e tutte quelle menate lì non c’entrano nulla, andatevele a leggere su Wikipedia e non rompete i coglioni a me che l’unica cosa a cui riesco a pensare è a quanto il poster si intonerebbe a pennello con le lenzuola nuove.

La notizia tragica è che forse non ne fa più, di questa serie; in caso, ho già pensato a cosa potrei farmi stampare nello stesso formato; è che poi mi tocca metterlo in salotto. Ma vabbè.

 

3] La bookstee di Giulia Depentor ed Elena Lobardi

Ultima ma non ultima, la maglietta personalizzata con i propri volumi preferiti nata da un’idea della grafica Elena Lombardi e Giulia Depentor, autrice di The Blooker, un blog che ho appena cominciato a esplorare.

LO SO che di magliette sul genere ce ne sono e bla bla bla, ma queste sono semplici, fresche e ben si addicono alla mia odierna voglia di braccini bianchi al vento. Poi volete mettere il gusto di farsela stampare con i titoli di tutti i russi che non ho letto, spacciandoli per i miei romanzi del cuore?

Tutto un altro stile.

 

 

 

 

Ascoltando White Rabbit, Jefferson Airplane (Surrealistic Pillow, 1967)

 

4 commenti:

  1. Ma quelle maglie? Ma quelle maglie?
    Ché poi noi si fa finta di leggere. Ci dà quell'aria interessante.

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    1. Ovviamente. Mi fa fatica guardare le figure, figurati leggere!
      Le maglie son belle, vero?
      E bella tu che passi sempre a lasciare un pensiero, grazie.

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  2. bellissime le copertine Penguin! E la bookstee, scoperta sul blog di Zelda Was a Writer, è ufficialmente la mia nuova ossessione :D
    (Ho scoperto poco fa il tuo blog e mi piace già troppo!)

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    1. Ma ben arrivata e grazie!
      Le copertine sono una meraviglia e le amo alla follia e sì, stamattina ho visto che anche su Zelda c’era un post sulla bookstee; adesso non ci resta che scegliere i dieci titoli.

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