domenica 21 luglio 2013

Attraverso lo specchio





Parliamo di cazzate.
Mica che fin qui si sia disquisito di filosofia e politica internazionale, ma insomma.

Io sono sconvolta, davvero, credo di avere un serio problema con la mia femminilità o meglio, con il coltivare la mia femminilità.

Perché a quanto pare questo è un processo che passa sì per l’accettazione di sé, l’acquisire una maggior consapevolezza del proprio corpo e della propria interiorità, una sicurezza superiore, l’imparare a vedersi e darsi più valore in modo da acquistarlo anche agli occhi degli altri, volersi/mangiare/vestirsi/trattarsi bene e tante altre belle attività (e parole, parole, paroleee) di questa sorta, ma – e sottolineo ma – nella vita reale pare che la stragrande maggioranza del genere femminile si affidi, in questo percorso, all’aiuto di preziosi alleati: creme e trucchi.
Un sacco di creme e trucchi.
Ma tanti, eh, ché quando dico tanti ve li dovete immaginare come un bambino di otto 8 anni si figura le 25 candeline sulla sua torta “da grande”. Una roba enorme.

Ecco, io di questa cosa sono sempre stata più o meno consapevole perché di amiche ne ho e pure parecchie e nel corso degli anni ne ho visti sfilare di beauty-case, hai voglia se ne ho visti!

E non senza sorprese.

L’amica fissata, quella che passa le ore in profumeria, sa a memoria marche e prezzi dei cosmetici e non esce di casa se non ha almeno un filo di mascara nemmeno la prendo in considerazione, troppo facile.
Ma vogliamo parlare della finta nonmenefreganientedistaroba che si proclama (e sembra, a dirla tutta) l’essere più avverso a qualsiasi accorgimento e/o cura di bellezza fosse solo – che so – il balsamo per capelli? Eh, sembra.
Perché la prima volta che andate a fare una bella frikkettonata insieme, tutti al fiume in tenda, du’ cose nello zaino e tanta giovinezza, vi accorgete che lei di cose ne ha sì due, ma sono una crema per il corpo (vellutante, modellante, drenante) da venti miliardi e una per il viso (astringente, opacizzante, ringiovanente) da quaranta che le permettono di sfoggiare quel look tutto acqua e sapone cui vi ha abituati. Arcano svelato.

A casa non ne parliamo: lì nasconde un arsenale completo di shampoo, sieri, cremine e trucchi (soprattutto con l’avanzare dell’età) che manco Kate Moss. Anche perché nel bagno mi sa che quella vecchia volpe di Kate nasconde un arsenale di altro tipo, beata lei.
E magari sono tutte cosine biologiche, roba che ha preso all’erboristeria Chicco D’Oro (nel senso che quando ci entri ci lasci un rene) o misture miracolose ma rigorosamente di origine naturale portate dall’ultimo viaggio in Sudamerica – «Ma l’ho pagata due lire, guarda!», sì, aggiungici giusto il costo del biglietto e vai liscia, mortacci tua! – ma il risultato non cambia, anzi.
Il barbatrucco c’è e – adesso – lo vedi.

E con le generazioni più giovani ciao, le cose sono addirittura più lampanti: queste nascono col lucidalabbra, se si continua così il prossimo anno la nipotina di 4 anni chiederà a Babbo Natale il blush, ammesso che ci creda (nel blush di sicuro sì, su Babbo Natale qualche dubbio ce l’ho).
Già, perché ora è blush (naturalmente liquido perché in polvere fa veramente old-school), si vede che fard non era abbastanza esotico.
Poi ci sono gli idratanti giorno e notte, l’olio secco (che definizione più idiota non c’è: dai ragazzi, l’olio unge! Punto.), il siero anti-occhiaie con l’apposito applicatore roll-on (ma come caaazzo parlate?), lo struccante, il tonico e il gommage. Il gommage… io mi sento ’mbecille solo a dirlo, poi non è nient’altro che quell’esfoliante delicato con i micro-granuli per fare lo scrub al viso (senti come te l’ammollo, oh!) e allora vabbuò.

Notate bene, siamo solo all’inizio, non ho parlato di tutta la roba che va sopra a questo copioso strato di creme e cremine (correttore, cipria, fondotinta, ombretti, matite, mascara, rossetti…), né dei prodotti per corpo e capelli. E manco lo farò. Un po’ perché non ho proprio competenza in materia, un po’ perché dopo cinque minuti (e direi che son passati) l’argomento mi fa lo stesso effetto dei discorsi su peso-forma e diete (qui), ma soprattutto perché lo fa TUTTO IL RESTO DEL MONDO SUL WEB. 
Con tanto di foto, link ai singoli prodotti, video. Video!
Gente che ti mostra fiera cosa ha messo nel beauty del mare, della palestra, piuttosto che in quello da viaggio. E io proprio non gliela fo. 

Poi con le mie cinque cose in croce sulla mensola del bagno mi sento Cenerentola e se guardo alle marche dei prodotti, porella, mi viene da fare un'auto-colletta e destinare quei 60 euro con cui ci faccio una regale cenetta di pesce per due nel mio ristorantino preferito (o ci compro 6 libri, vado 5 volte al cinema e 4 a teatro) all’acquisto dell’ultimo ritrovato della cosmetica francese. Sì, credeteci.
Lo so, so’ scelte.

Però mi domando anche come fanno tutte queste ragazze e donne dalle età e provenienze più disparate a permettersi questi bauletti gonfi di prodotti per lo più veramente molto costosi tutti i santi mesi. Tenendo presente che se fai tutti ’sti sacrifici perché bella vuoi apparire, il tuo nasino così ben incipriato ce lo dovrai pur mettere fuori di casa e lì son altri dindi che partono. 
Ora, considerato che articoli come quelli di cui sopra pullulano sui blog italiani dove altrettanto ci si lamenta della crisi, della disoccupazione e compagnia bella, due domande me le faccio.

Ma che volete, io sono antifèscion, certe cose non posso capirle.

E voi?

Se sì, chiaritemi le idee, vi prego. 
C’è tanto bisogno di luce da queste parti e no, non c’è illuminante che tenga.




Ascoltando Cherry Lips, Garbage (Beautiful Garbage, 2001)


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