martedì 30 aprile 2013

Come scomparire completamente



Sicché mi sono messa qui e ho iniziato. Ché da qualche parte si deve pur cominciare, così dicono.
E pensare che desideravo arrivasse il momento perfetto, l’argomento importante, l’umore giusto per.
Pazienza.

Pazienza.

Vorrei che fosse giugno. Con l’estate alle porte, la primavera che muore, la sensazione di essermi lasciata tanto tempo alle spalle e averne altrettanto davanti, per proiettarmi nel futuro e custodire memorie di un passato appena trascorso e in qualche modo già caro.

Evitare il presente e tutto quel carico di realtà che mi sta facendo così male.

Vorrei essere su un’amaca di giugno.
Dondolare con gli occhi colmi di penombra e di pini. Il mondo fuori dal cancello, lontano e appena percettibile. Nascosta, e per questo al sicuro.
Come da bambina, guardare le formiche andare e venire per ore, col culo che brucia di marciapiede al sole; non contenta né triste, preoccupata di niente, assente agli altri e a me stessa.
Quei pomeriggi lunghi, infiniti, di cui conservo un suono e un odore che non sono tornati più.

Ma oggi è fine aprile, il cielo denso fa da schermo ai pensieri e ci sono io che cammino veloce, in affanno, io con la mano sinistra premuta forte sul petto, le narici gonfie di nebbia e la vista che s’appanna.

Quando riemergo sono passate due ore e decido che sarà stasera, col nulla che mi porto addosso e l’immobilità scontenta di questo mese bastardo.
Senza le parole che avrei voluto, con l’assenza di successi recenti, la vergogna delle sconfitte e la paura della malattia. Sarà stasera perché non può essere altrimenti, perché temo di scomparire e ho paura che il timore sia voglia e la voglia volontà e no,
quella donna non sono io.

I’m not here
In a little while
I’ll be gone
The moment’s already passed
Yeah it’s gone
And I’m not here
This isn’t happening… 





Ascoltando How to Disappear Completely (And Never Be Found Again), Radiohead (Kid A, 2000)


 

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